Polifemo è un empio. Così lo definisce Omero; non solo per le atrocità che commette ma perchè vive isolato!
Rifiutare gli altri, pensare solo a se stessi, equivale a rifiutare non solo i compagni, ma gli dei che, in loro, rappresentano la vita sociale, la condivisione.
Il suo unico occhio è emblematico della visione monoculare, individualistica, che possiamo avere della vita. Polifemo è il nostro ego più grossolano, quello che ci fa essere talmente attaccati ai bisogni primari da farci ritenere unici, non parte di un organismo; quindi soli, separati, 'empi'!
Avere due occhi permette di vedere la tridimensionalità del mondo circostante. Con un solo occhio la visione risulta appiattita.
La visione monoculare del ciclope non corrisponde al 'terzo occhio', come molti credono.
Il terzo occhio si apre quando riconosco in me le due componenti del mio corpo, meravigliosa sintesi di maschile e femminile, destra e sinistra, i due emisferi del cervello: intelligenza organizzativa e intuizione creativa.
(A questo punto c'è da chiedersi: se 2 occhi vedono il tridimensionale, cosa vedrò se aprirò l'occhio numero 3?)
L'etimologia del nome Polifemo è 'uno che parla molto'.
Odisseo ha trovato, in versione mostruosa, una fantastica personificazione del proprio ego! A ben guardare, nel racconto è più lui che parla molto.
Conosciamo Odisseo: l'astuto, quello che si vanta, che suggerisce trovate a tutti, sentendosi superiore, distante dagli altri, quindi...empio?
L'ego parla molto infatti. Il silenzio è il suo nemico più acerrimo. L'ego ha sempre bisogno di dire la sua, qualcosa che distragga dalla preziosità dell'ascolto; si isola dagli altri, pur parlando ascolta solo se stesso, incurante del prossimo, da empio.
Alla fine dell'impresa, dopo averlo accecato, Odisseo si vanterà di non essere il 'Nessuno' che astutamente ha detto di essere,e...cede alla sua 'empia' immaturità: dichiara il proprio nome!
Non si rende conto che così facendo ha solo tolto la maiuscola al nome che si era dato, ora davvero è 'nessuno'.
Ha bisogno di affermare il vero se stesso? No, rende omaggio a un altro falso ego: quello della vanagloria, della vanità.
Dopo un'esperienza che poteva essere gloriosa a causa del suo orgoglio la pagherà cara: gli si stravolgerà l'esistenza e, senza accorgersene, procurerà la morte ai compagni che voleva salvare. Poseidone ascolta la maledizione lanciata da Polifemo. L'espiazione di Odisseo è appena all'inizio.
MEDITAZIONE CON I COLORI(indicazioni per l'esercitazione pratica)
Immagino di dividere il foglio a metà. Scelgo se lavorare prima a destra o a sinistra.
Scelgo i colori che mi ispirano e traccio linee e forme, seguendo l'istinto. Poi passo all'altro lato, cercando di rispettare la simmetria, ma senza impormelo, accettando forme nuove che verranno.