Presentiamo Odisseo, l'uomo dai 1.000 patimenti, colui che persegue il "nostos", il ritorno...
Ben rappresenta l'intento del nostro sito: avere MEMORIA DI SE', ritrovarsi, ricordarsi del nucleo prezioso nascosto in noi, reso irraggiungibile dai pensieri confusi, dalle preoccupazioni, dai preconcetti, dai...dolori del vivere, eppure così vicino...
Itaca è a portata di mano. Come fa Odisseo a perdere la rotta così tante volte?
Chi è Poseidone, l'ostacolatore, il suo nemico giurato, se non quella parte di sè che l'eroe non governa?
Odisseo, l'io persona, cerca la patria, il luogo da cui è partito, dove ha lasciato i suoi beni più preziosi, il posto sacro in cui abitano la sua anima, Penelope, e Telemaco, il suo bambino interiore.
Interessante l'etimologia dei nomi: odos, cioè viaggio...o oud-eis, cioè nessuno?
Finchè la 'persona' (che vuol dire maschera!) non fa ritorno al vero Sè, può forse credere di essere qualcuno, ma non lo è.
Telemaco vuol dire 'colui che combatte da lontano'.
Il bambino 'meraviglioso' nascosto dentro di noi collabora...stando fermo,'motore immobile', centro paziente, intimo, vero erede.
Penelope è il nome di un uccello acquatico.
Il simbolismo dell'acqua, delle ali, ci riporta all'idea di una essenza fluida, mobile nel sentire (anche la tela che si fa e si disfa è metafora dello scorrere della vita), ma stabile nell'attendere. Penelope è l'anima, la parte tenera di noi, la poesia, la delicatezza.
Per fortuna Odisseo non è solo nella lotta dolorosa per smettere di essere 'nessuno'.
Nel viaggio, nel perdersi e ritrovarsi, ha il Sè superiore che lo guida, la voce sapiente di Pallade Atena, colei che, sorta dalla testa di Zeus, dal Sè Cosmico, ha in sè le armi per far trionfare la Saggezza in coloro che davvero perseguono la 'filosofia del ritorno'.
MEDITAZIONE CON I COLORI (indicazioni per l'esercitazione pratica)
Lasciamo che la nostra anima si esprima con la tenerezza protettiva del blu che avvolge.
Permettiamo a un piccolo punto giallo centrale di emanare la luce della patria da ritrovare.