Odisseo, nel tornare ad Itaca, ha perduto il suo aspetto naturale: Atena lo ha reso vecchio, malandato, malvestito.
Qual è lo scopo divino? E' semplicemente una tattica perchè i colpevoli vengano colti impreparati, perchè la giustizia che verrà fatta giunga precisa e implacabile?
E' possibile, invece, che l'essere vecchio e mendico sia una metafora del nostro crederci tali, o del sembrarlo. In noi vive un essere divino, come in Odisseo; ma occhi impreparati, preconcetti, convinzioni, abitudini irrigidite dal tempo e dal pensiero negativo ci impediscono di vedere davvero.Lo svelarsi del mistero che abita in noi, il fulgore del nostro essere non può svelarsi tutto in una volta.
Il 'divino Odisseo' si mostra gradualmente alle persone. Prima si svela alle persone care: al figlio, ad Eumeo, agli altri servi fedeli... Lacrime e lacrime d'amore accompagnano gli abbracci e i baci affettuosi; sono momenti emozionanti che Omero descrive in modo semplice e commosso. Possiamo paragonarli ai momenti magici in cui chi 'cerca' comincia a 'ritrovarsi', ad avere segni della presenza del 'divino padrone di casa''. Riconoscersi significa comprendere che non siamo soli, che non siamo mai stati davvero abbandonati.Alcuni, esseri particolari, hanno il dono di non dover aspettare che il dono si manifesti; da soli riconoscono la sua presenza, sanno leggere i segni: Argo ed Euriclea.
Argo, il cane, riconosce il padrone con il suo intuito amorevole e...poi muore. E' un contatto che può sembrare incompleto, perchè non fisico...neanche una carezza! Invece è il più nobile e spirituale che possa esserci: si guardano e si compenetrano; sono la parte animale e quella spirituale di ognuno di noi; morendo l'una rafforza l'altra.
Euriclea, la nutrice, una seconda madre per Odisseo, lo riconosce da un segno che lui ha ancora sulla gamba: una ferita antica, di quando era bambino e che lei riconosce, perchè impressa nella sua memoria, insieme a tutto ciò che riguarda la persona cara di cui si è presa cura.
Beato chi sa leggere i segni, interpretare ciò che c'è, possedere la memoria del cuore!
MEDITAZIONE CON I COLORI(indicazioni per l'esercitazione pratica):
Stendiamo sul foglio fasci di colore pulito utilizzando i colori primari (blu, rosso, giallo), lasciando che in alcuni punti si miscelino creandone di nuovi: emergeranno i secondari (arancio, verde, viola), formando una sorta di spettro solare. Creiamo una maschera di volto umano che, utilizzando i colori sottostanti , avrà un colore confuso, 'sporco', terziario (probabilmente un beige-marrone), che simuli la nostra pelle. Gli spazi degli occhi resteranno, lasciando trasparire i colori puri della prima stesura, evidenziando la possibilità di uno sguardo 'vero' nonostante la maschera-persona che dobbiamo interpretare nell'incarnazione.