RIUNIFICAZIONE:I doni della coppia regale -
Padre e figlio
Tutti conoscono il 'motivo', ovviamente mitologico, che diede inizio alla guerra di Troia. Chissà quante volte ci siamo chiesti perchè, a causa di una (seppur illegittima) fuga d'amore, si sia suscitato tanto scalpore, si sia versato tanto sangue, siano trascorsi tanti anni di guerra... Reclutare eroi e principi di ogni parte della Grecia, incorrere nell'astio di fazioni contrapposte anche all'interno dello stesso schieramento, accettare l'inimicizia persino degli dei... Quanta esagerazione per una bella donna che scappa con l'amante! E chi poi non si è sorpreso nel veder tornare tranquillamente a casa la 'fedifraga', causa di lutti e morti, accolta benevolmente, accettata e amata da Menelao come non fosse accaduto niente? Elena non è una donna qualsiasi, non è neanche semplicemente una regina, è figlia di Zeus, nata da un uovo sacro, gemella dei Dioscuri e di Clitennestra. Il padre degli dei, trasformato in cigno per sedurre la bella Leda, ha concepito Elena e Polluce, divini; Castore e Clitennestra sono semplici umani, figli di Tindaro, lo sposo terreno. Dunque Elena rappresenta l'immortale femminino dell'umanità. Deve la sua nascita ad un uovo cosmico, immagine della quadruplicità dell'essere umano: maschio e femmina; umano e divino; l'alto e il basso, la destra e la sinistra del corpo umano; la chioma e le radici, il seme e il futto dell'albero cosmico; fuoco e terra, aria e acqua, le quattro forze che ci compongono. A ben guardare tutto è uno, ma nel mondo materiale tutto è frammentato... Ciò che è diviso va però riunificato; se una parte lascia l'insieme si genera il male, solo se avviene la riunificazione si ripristina il bene!
Elena si è staccata dall'insieme originario; con Menelao non ha celebrato un matrimonio qualsiasi: la loro unione è simbolo spirituale, di alta regalità, non limitata a loro due ma emblema dell'unione tra maschile e femminile sacro, 'ieros gamos', il Padre e la Madre dell'umanità, lo Spirito e l'Anima.
Se la Regina abbandona il Re, nasce il male? Certamente, ma si può ipotizzare che sia un male necessario affinchè vengano esplorate zone sempre più dense della materia... come non pensare alla 'felix culpa' dei nostri progenitori biblici, alla Shekinah della tradizione ebraica o al mito orfico di Dioniso e Persefone?
Spesso si racconta del dolore generato dall'azione 'audace' della parte femminile del nucleo originario, 'caduta' generatrice di sventure, prove, ma anche, alla fine, di redenzione, crescita, riunificazione!
La guerra di Troia, il dolore, la vendetta, il perdersi nelle passioni e nei mari della vita...Non solo Odisseo ma tutti gli eroi dell'Iliade avranno il loro tormento; su tutti si stenderanno lutti... Se Elena si 'perde', tutti si 'perdono'...
Il re va a riprendersi la regina. Esce dalla sede regale e affronta una guerra. Trascina con sè tutti gli eroi achei. Ognuno vivrà le sue esperienze partecipando all'impresa di riunificazione: Elena torna a casa, l'unità regale è ricostituita.
Non a caso Telemaco resta mesi alla corte di Elena e Menelao: dai loro racconti viene informato di ciò che è accaduto nella vita materiale, nella storia, durante il 'tempo sospeso' della sua vita sull'isola.
Lui ora si è spostato, è andato 'verso' la parte terrena di sè che il padre rappresenta (e ricordiamo che anche il padre, contemporaneamente, sta andando verso Telemaco, il 'figlio sacro').
Elena ha ripreso la sua funzione di speciale regalità: tesse vesti preziose, le tiene in serbo per ospiti meritevoli che si rivolgano a lei.
A Telemaco ha destinato una veste speciale, che sembra luce tessuta, ricamata con fili sottilissimi, perfetta, d'oro... E' in fondo a tutte le altre, quindi fu preparata da tempo, era destinata a lui...doveva solo arrivare il compimento dell'opera, della Grande Opera, quella che trasforma il piombo in oro, il corpo di luce che dobbiamo assumere, il Corpo Psichico, dell'Anima, di cui parla persino S. Paolo.
Menelao invece dona a Telemaco una coppa con due(!) manici e un grande, prezioso cratere d'argento (che sappiamo anch'esso avere due manici...quindi due più due, ecco di nuovo il quattro), opera finemente lavorata da Efesto; un piccolo graal e un grande Graal, fatto da un Dio?
Telemaco può tornare a casa ma, saggiamente, non approda dove i nemici lo aspettano.
Consigliato da Atena sbarca proprio dove troverà il padre. Anche la veste d'oro e le due coppe vengono portate a Itaca, ma saranno nascoste (come ha fatto Odisseo con il tesoro donatogli dai Feaci), affidate a persone di fiducia, a 'servi fedeli' che proteggano i beni dalla voracità dei Proci.
Padre e figlio finalmente si ritrovano.
Un abbraccio intenso, segreto (persino il fedele Eumeo in una prima, delicata fase, non deve sapere), suggella la loro riunificazione; lacrime di commozione e una affettuosa complicità danno luogo al piano di riscatto e riconquista di ciò che è loro da sempre.
MEDITAZIONE CON I COLORI (indicazioni per le esecitazioni pratiche):
- I doni della coppia regale:
Il blu oltremare e il rosso carminio, rispettivamente simbolo del femminile avvolgente e del maschile stabilizzante, si incontrano e si fondono nello spirituale viola; sposandosi creano preziosità inaspettate.
- Padre e figlio:
La luce effusiva del giallo e il blu di prussia si incontrano formando il simbolo dell'infinito, generando il verde.