Nella notte d'amore senza tempo Odisseo confida a Penelope le parole con cui, nell'Ade, gli è stato predetto l'avvenire:
"finchè non arriverò da uomini che non sanno /del mare.../Quando un altro viandante, incontrandomi,/ dirà che ho un ventilabro sull'illustre spalla, /allora m'ordinò di configgere il remo.../...per me la morte verrà /fuori dal mare, così serenamente da cogliermi/ consunto da splendente vecchiezza: intorno avrò/ popoli ricchi...
In molti si sono cimentati nel cercare di interpretare questa predizione, apparentemente poco comprensibile. Odisseo avrebbe scoperto un nuovo continente? Avrebbe varcato le 'Colonne d' Ercole'? Ripreso a viaggiare?
Perchè non interpretare questa immagine enigmatica come un augurio profetico per l'umanità?
In fondo Odisseo siamo noi, tutti noi. Viaggiamo sui mari tempestosi delle nostre emozioni, sospinti dal vento dei nostri pensieri, in cerca della stabilità di una terra da abitare. Quando ritroveremo il Sè, il principio luminoso autentico, vero signore delle forze che ci vengono date in uso durante l'esistenza...quando avremo superato le prove dell'inquietudine e del pensiero negativo...quando saremo fuori dai gorghi di Poseidone...allora il remo non ci servirà più. Sarà inutile possederlo; servirà piuttosto un ventilabro perchè ci sarà grano in abbondanza per fare buon pane.
Sarà meraviglioso accettare anche la vecchiaia e la morte in modo sereno, splendendo di quella luce che, sapendo dove davvero è l'eterno, accetta l'impermanenza delle cose...sarà bellissimo 'morire fuori dal mare', cioè lontano dal pericolo della confusione morale, affettiva, mentale.
Il mare rappresenta l'inconscio e il nostro peregrinare. Perchè non pensare che la terra che ci aspetta sarà la Terra Nuova promessa dalla Bibbia, la 'terra dei Viventi' su cui cammineremo?
O la Terra Pura del Buddha, il paradiso atteso da tante religioni? O la mitica Shamballa, mondo parallelo vibrante ad una dimensione superiore?
Molte filosofie, molti mistici attendono l'era in cui le cellule del nostro corpo saranno coscientizzate, in armonia per formare un corpo di luce, un nuovo organismo: il 'corpo dell'anima' di cui parla Paolo di Tarso, il corpo di 'resurrezione'.
Sarà meraviglioso che questo avvenga non per un individuo, ma per molti!... avrò intorno popoli ricchi...amici con cui condividere e non mostri da cui difendersi!
MEDITAZIONE CON I COLORI
(indicazioni per l'esercitazione pratica):
Un grande foglio, tutti i colori, tutti gli artisti intorno al tavolo. Ognuno inizia come vuole, con lo stimolo del momento. Ogni tanto suona un campanellino e tutti cambiano posto, ruotando, intervenendo sul lavoro altrui, lasciando che un altro completi il proprio. Così fino a riempire di colore lo spazio.