Il dio dei venti abita su un'isola 'galleggiante'.
Tutte le isole potrebbe sembrare che galleggino, in realtà sono ancorate alla terra, anche se il mare, circondandole, dà loro un alone di mistero, il fascino dell'inaccessibilità, ma soprattutto della riservatezza.
Che l'isola galleggi non solo rappresenta un luogo indefinito ma anche che chi davvero governa i venti si lascia andare, sospinto da un Vento superiore, al di sopra persino degli dei, quel vento sottile “che non sai da dove viene, nè dove va”...l' inconoscibile .
L'isola di Eolo non è solo a sè stante: è una vera e propria fortezza, protetta da rocce lisce e da mura di bronzo; i dodici figli (sei maschi e sei femmine) sono sposati tra loro. Niente deve essere sprecato, disperso; i venti sono pericolosi! Devono essere contenuti.
Già Zeus ed Era avevano dimostrato timore per l'incontrollabilità dei venti: alcuni dolci come Zefiro, altri indecisi come Euro, o violenti come Bora e Maestrale, o inquietanti e misteriosi, come Libeccio e Scirocco...Il padre e la madre olimpici hanno ritenuto opportuno rinchiuderli in anfore!
I venti sono addirittura personificati! Da loro dipendono le rotte di navigazione, l'orientamento dell'essere.
Quale componente del nostro essere corrisponde ai venti? Il pensiero. I pensieri: leggeri, invisibili come l'aria e pure così incontrollabili!
E così capaci prendere una propria identità, di trascinarci in flutti che non sappiamo controllare, di spingerci per vie che non vorremmo percorrere.
C'è davvero bisogno di ergere una fortezza intorno alla nostra mente: mura di bronzo, rocce lisce, controllo e saggia gestione delle nostre ricchezze, armonia tra la parte maschile e femminile di noi (l'incesto dei figli di Eolo è puramente simbolico!).
Odisseo resta un mese su quell'isola. Immaginiamo che non sia pura ospitalità quella del dio dei venti: gli insegna come gestire la propria mente, come utilizzare i pensieri. Grande dono quello di poter pensare! Purchè restiamo loro produttori e padroni, evitando di farci condurre da loro! Se c'è necessità dell'inervento di Zefiro, sia lui a soffiare!
Gli altri venti devono restare chiusi nell'otre di pelle (simbolo della parte fisica umana) ma legati da una cordicella d'argento, da sempre metallo chiaro, modello di purezza. Una mente pura può restare tale se la coscienza è sveglia. Odisseo per giorni evita di dormire ma, arrivato in prossimità della meta, si lascia andare: si addormenta.
I compagni (che qui rappresentano le emozioni incontrollate) lasciano i 'venti', cioè i pensieri, in libertà, assolutamente incontrollati e poi...troppi, in contraddizione tra loro, associati alle emozioni più basse (per invidia e sospetto i compagni hanno sciolto il laccio dell'otre!). E' il disastro.
Invano Odisseo implorerà Eolo di un nuovo aiuto.
Il Maestro che il dio è stato per lui non concede nuovi aiuti. Il suo allievo ormai sa come deve fare. Ora affronterà le nuove prove con una consapevolezza maggiore. Dovrà accettare le conseguenze dell'essersi addormentato. Non esistono magie esterne: la magia dell'attenzione continua è una conquista individuale.
MEDITAZIONE CON I COLORI(indicazioni per l'esercitazione pratica)
Stendiamo liberamente sul foglio macchie dei colori che più ci ispirano, creando come un panorama delle nostre emozioni; completata la prima fase lavorare con il pennello semplicemente bagnato di acqua e 'muovere' i colori, come se ci fosse un vento, leggero, sottile, o impetuoso... che sposta, confonde, cambia...